Challenge Mallorca 2026, Arne Marit ritrova il successo: “Non me lo aspettavo, perché dovevo lanciare Alessio Magagnotti”
Arne Marit torna al successo dopo quasi 5 anni, imponendosi nell’ultima prova della Challenge Mallorca 2026. Alla sua prima in maglia Red Bull-Bora-hansgrohe, il belga vince in volata il Trofeo Palma davanti a Max Kanter. Per il 27enne si tratta della seconda vittoria della carriera, dopo quella al Grand Prix du Morbihan dell’ottobre 2021, ma quello odierno è un risultato inaspettato per Marit, che oggi non partiva sulla carta come capitano, ma è riuscito a cogliere l’occasione alla perfezione nel concitato finale allo sprint.
“Non me lo aspettavo affatto perché oggi stavo facendo da ultimo uomo e alla fine ho vinto – le parole del belga ai nostri microfoni al traguardo – Quindi è fantastico dopo anni senza vittorie. Devo dire che è una sensazione molto emozionante perché ci sono andato vicino tante volte, ma non sono mai riuscito a vincere. Quest’anno ho davvero sentito di aver fatto un passo avanti e ora ho una bici fantastica, che è super veloce. Quando parto sento che la bici accelera molto rapidamente. Quindi sono davvero felice”.
Il piano originale in casa Red Bull-Bora-hansgrohe doveva essere infatti lanciare lo sprint del giovanissimo Alessio Magagnotti, che milita nel team di sviluppo. Invece il treno della squadra tedesca si è spezzato, con Marit che ha fatto lo sprint in prima persona, mentre Magagnotti ha chiuso comunque terzo alla sua prima gara tra i pro’. Questa la spiegazione del belga: “Stavo cercando Magagnotti, ma poi all’ultima curva sono caduti dietro di me. Mi sono guardato indietro e ho visto che non c’era più nessuno di noi. Allora ho cambiato idea e mi sono detto che, forse questa era la mia occasione, visto che erano rimasti solo 20 corridori”.
La situazione in volata è cambiata velocemente, con Marit che è rimasto nell’incertezza fino all’ultimo: “Poi è tornato Donati, allora ho chiamato Magagnotti a gran voce e non ho sentito il suo nome. A quel punto ho dato istruzioni a Donati, che ha fatto un ottimo lavoro fino a 800 metri dall’arrivo. Poi è arrivato anche un treno, credo fosse della UAE, molto veloce e io mi sono agganciato. Ai 300 metri dall’arrivo ero in seconda posizione. Allora ho pensato: vado a tutta velocità e se Magagnotti è nella ruota è perfetto perché parto prima. Ma alla fine ho vinto io e abbiamo fatto primo e terzo. Quindi penso che la festa sia completa ora, dopo tre vittorie nei giorni precedenti. Quattro vittorie su cinque è straordinario”.
Nonostante questo successo personale, il belga è consapevole del suo ruolo e nel prosieguo della stagione sarà l’ultimo uomo per i capitani: “Per gran parte dell’anno farò da lanciatore per Jordi (Meeus, ndr) e Danny (Van Poppel, ndr). Quindi è bello averne già vinta una per me stesso. È pazzesco. È una squadra nuova e vincere subito è una sensazione davvero speciale. In realtà, era tutto l’inverno che sognavo questa vittoria, ma tutto è andato al posto giusto ed ero super concentrato. Penso che sia anche perché ora lavoro con uno specialista e mi sono allenato molto. Ecco perché riesco anche a mantenere più calma, non sono più troppo stressato, quindi posso avere una buona visione d’insieme e prendere buone decisioni. Alla fine oggi tutto è andato al posto giusto e questo succede dopo anni di tentativi e ora, con una nuova squadra, è davvero speciale”.
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